Perchè continuo a incontrare la persona sbagliata?

Perchè continuo a incontrare la persona sbagliata?

Ti è mai capitato di pensare “perché continuo a incontrare la persona sbagliata?”. Probabilmente se hai vissuto diverse esperienze sentimentali deludenti, sì. E’ possibile che tu abbia tentato di cambiare tipo di approccio, magari cercando persone diverse dal solito, ma con il risultato di ritrovarti sempre al punto di partenza. Forse sarai addirittura arrivato a pensare che tutte le persone sono sbagliate per te e che non troverai mai nessuno che vada bene.

Prima di rassegnarti definitivamente però, proviamo a vedere insieme alcuni meccanismi che possono ripetersi nell’incontrare la persona sbagliata continuamente e in cui potresti esserti incastrato.

 

Il peso della natura. Come nel mondo animale ci si accoppia tra esseri della stessa specie, allo stesso modo noi esseri umani riconosciamo un certo tipo di persona come attraente e interessante e molti altri no. È ragionevole supporre che tenderemo a scegliere il partner sulla base delle nostre esperienze infantili e del tipo di persona che ci ha cresciuto, o cercando qualcuno che gli somigli o che sia il più possibile diverso.

 

Posso amare solo ciò che conosco. Sulla base del punto precedente, è probabile quindi che mettiamo in scena sempre lo stesso tipo di relazione con lo stesso tipo di persona. Scegliamo ciò che ci è familiare per non rischiare, per mantenere una fantomatica sensazione di controllo, ma anche per tentare di ricucire vecchie ferite che si sono formate nel passato. Ovviamente parliamo di scelte al di sotto della soglia di consapevolezza e che fatichiamo ad accorgerci.

 

La sindrome da Croce Rossa. Quando poi investiamo su persone che, nel corso del tempo, si rivelano problematiche, è anche possibile che la relazione con il partner diventi più una “missione di salvataggio”. Questa crociata occuperà quindi gran parte del nostro tempo e delle nostre energie, facendo perdere il focus non solo su noi stessi ma anche sul senso della relazione sentimentale, che innanzitutto deve avere carattere di reciprocità.

 

E allora come uscirne? Diventa innanzitutto fondamentale renderci conto che ci siamo impantanati in un vicolo cieco, in una relazione che non ci porta da nessuna parte, se non sempre nella stessa direzione. In secondo luogo, bisogna iniziare a essere consapevoli di quale copione teatrale siamo vittime, ovvero qual è il tipo di meccanismo relazionale che contribuiamo a ricreare ogni volta, sulla base del nostro modo di essere.

È possibile allenare il cervello a riconoscere in anticipo le “persone trappola” e per farlo possiamo seguire queste regole generali, che a un primo impatto sembrano banali, ma in realtà richiedono un certo sforzo:

-Conoscere quali sono i nostri valori e cosa vogliamo da una relazione;

-Conoscere i valori e le intenzioni dell’altro facendo domande;

-Porre attenzione al suo comportamento, come un osservatore esterno;

-Imparare a distinguere ciò che è di facciata e superficiale e ciò che invece è genuino.

 

Purtroppo (e per fortuna) non c’è una regola scritta o una ricetta magica che vada bene per tutti. Bisogna ascoltare il cuore sì, ma anche il cervello… e il partner! Per imparare a capire cosa cerchiamo nell’Altro, è fondamentale sapere cosa cerchiamo noi, cosa ci piace e cosa pensiamo di meritarci. Solo amando noi stessi (o quanto meno non odiandoci) saremo in grado non solo di trovare, ma anche di vedere e riconoscere, colui/colei che potrà contribuire al nostro pezzetto di felicità.