Glossario

ABITUAZIONE

Processo inibitorio che sopprime gradatamente l’attenzione e la risposta dell’organismo, in seguito al ripetersi dello stimolo. Ciò è dovuto al fatto che i neuroni dell’attenzione cessano di funzionare anche se il segnale dello stimolo rimane invariato. L’abituazione è il meccanismo per cui è possibile abbassare i livelli d’ansia attraverso la sovra-esposizione allo stimolo ansiogeno.

ABULIA

Termine greco che significa mancanza di volontà e si riferisce o a un disturbo dell’attività intenzionale, per cui l’individuo si rivela incapace di decidere anche quando si tratta di scelte di scarso rilievo, o a un disturbo della motivazione, per cui l’individuo non in grado di iniziare e di proseguire nell’azione anche quando questa è desiderata. Quando compare come sintomo negli stati depressivi è accompagnata dall’ansia.

AGORAFOBIA

Fobia per gli spazi aperti. L’ansia che insorge quando si tratta di uscire di casa da soli può essere lieve o giungere a vere e proprie crisi di panico che possono portare a svenimenti, sensazioni di vertigine e talvolta anche a una perdita del controllo sfinterico

ALEXITIMIA

Mancanza di parole per esprimere le emozioni. È frequenti nei pazienti psicosomatici.

ANEDONIA

Incapacità di provare piacere. È un sintomo frequente nelle depressioni dove il soggetto perde qualsiasi interesse per il sesso, per il cibo, per la compagnia e per tutto ciò che un tempo attraeva i suoi investimenti. Il sintomo si accompagna solitamente a una carenza di impulsi, con conseguente inerzia.

ANSIA

Condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali. Contenuta entro certi limiti produce un effetto di ottimizzazione delle prestazioni; se tali limiti vengono superati diventa patologica e compromette l’efficienza funzionale del soggetto. I disturbi d’ansia costituiscono la forma più comune di disturbo mentale: nel corso della vita, ne soffre il 25% della popolazione.

ASTENIA

Mancanza o perdita delle forze. La sintomatologia è caratterizzata da un persistente e indefinibile senso di malessere e stanchezza fisica e psichica, che impedisce sforzi muscolari e intellettuali anche minimi, da fragilità emotiva, ipersensibilità, insofferenza, irritabilità, tendenza alla sfiducia e all’ipocondria

BENZODIAZEPINE

Psicofarmaci di maggior impiego in tutto il mondo, a volte abusati. Sono efficaci nel diminuire i sintomi dell’ansia e dell’insonnia (i sintomi! Non le motivazioni che le generano) a fronte di limitati e non gravi effetti collaterali. Tra questi ultimi vi sono sonnolenza, eccessiva sedazione e, nel tempo, diminuzione della libido e aumento del peso corporeo. Il maggior problema delle benzodiazepine nella somministrazione prolungata è il possibile sviluppo di una dipendenza.

DEPRESSIONE

Alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione

DISFORIA

Abbassamento del tono dell’umore accompagnato da sconforto, ansia, irritabilità ed eccessiva reattività agli stimoli. Differisce dalla depressione vera e propria, perché più sensibile alle modificazioni causate dagli eventi esterni. Il suo contrario infatti è l’euforia

DISTIMIA

Alterazione del tono dell’umore sia nel senso di un’eccitazione immotivata, sia di una profonda tristezza

EMOZIONI

Reazioni affettive intense con insorgenza acuta e di breve durata, determinate da uno stimolo ambientale o da uno interno, come un pensiero o una reazione fisiologica. Vi sono le emozioni primarie, o di base, che sono identiche in tutti i popoli della terra e sono: gioia, tristezza, rabbia, paura, disprezzo e disgusto. Le emozioni non sono buone o cattive, ma sono informative di ciò che succede. Se troppo intense e mal gestite, possono essere vissute con disagio.

PARANOIA

Parola greca che definisce una psicosi caratterizzata da un delirio centrato su temi di persecuzione, grandezza o gelosia. Non è accompagnata da allucinazioni né da sintomi dissociativi, per cui la persona conserva pensiero, intelligenza, volontà e vita di relazione che non presentano grossi turbamenti al di fuori di quelli indotti dalla tematica delirante. La personalità paranoica invece, presenta tratti di diffidenza, sospettosità, riservatezza, timore dell’aggressività altrui, rigidità con impossibilità di mettere in discussione le proprie persuasioni e con ipersuscettibilità alle critiche, alta concezione di sé con ostinazione e intolleranza verso gli altri e modalità fanatiche di vita.

PERSONALITà

Insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che, nella loro integrazione, costituiscono il nucleo irriducibile di un individuo che rimane tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in cui si esprime e si trova a operare.

PANICO

Episodio acuto d’ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore intollerabile che ostacola un’adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione. Il panico, che può associarsi a fenomeni di depersonalizzazione e di derealizzazione, è accompagnato da turbe vegetative quali ipersudorazione, pallore, palpitazioni, dispnea e tremore. Una crisi di panico può esprimere un’intensa reazione emotiva che si riferisce o a un pericolo reale o a tensioni interne avvertite come minacciose. Tende a esaurirsi spontaneamente lasciando un senso di marcata prostrazione.

PARAFILIA

Termine che raccoglie svariati disturbi sessuali come esibizionismo, feticismo, frotteurismo, pedofilia, masochismo e sadismo sessuale, travestitismo e voyeurismo.

NARCISISMO

Ripiegamento sull’Io della libido sottratta ai suoi investimenti oggettuali. Dall’iniziale descrizione freudiana, se ne è dedotto uno tra i più comuni disturbi di personalità del XXI secolo, tanto diffuso che rischia di non essere più concepito come una psicopatologia, ma come una “normalità”.

OSSESSIONE

Termine che significa bloccare, occupare e che descrive la condizione di chi è ostacolato dal bisogno insopprimibile di compiere determinati atti (compulsioni) o di astenersi da altri o è costretto a trattenersi con pensieri o idee particolari non è in grado di evitare, ripetendo indefinitamente questo obbligo a cui non riesce neppure ad appagarsi. Anche se si è consapevoli dell’insensatezza dei gesti o delle idee ossessive, non si può fare a meno di riprodurli in una sorta di rituale che, messo in atto per placare l’ansia, diviene autonomo, trasformandosi in un meccanismo ripetitivo.

LAPSUS

Termine riferito all’uso non intenzionale di parole errate, imputabile non a imperizia o a ignoranza, ma a nascoste motivazioni inconsce

MANIA

Condizione psicologica caratterizzata da grande euforia, disinibizione, illimitata fiducia in sé stessi, fuga dispersiva di iniziative e idee che prorompono al di fuori di ogni contesto biografico a cui il soggetto si rapporta in modo assolutamente acritico

IPNOSI

Condizione psichica, eterodiretta o autoindotta, caratterizzata da uno stato intermedio tra la veglia e il sonno, denominato trance, dove si assiste a una riduzione delle capacità critiche, un aumento della suggestionabilità e una limitazione dell’attenzione alle sole richieste formulate dall’ipnotizzatore. Le idee vengono sostituite da immagini visive e acustiche, creando una condizione in cui è possibile indurre sogni su comando e manipolare le opinioni.

ISTERIA

Classe di nevrosi che manifesta quadri clinici caratterizzati da sintomi fisici senza base organica e riconoscibili da comportamenti i quali suggeriscono che i sintomi svolgono funzioni psicologiche

EMPATIA

Capacità di immedesimarsi nella sfera emotiva di un’altra persona, fino a coglierne i pensieri e gli stati d’animo

STRESS

Reazione emozionale intensa a una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche di natura adattiva. Se gli sforzi falliscono perché lo stress supera le capacità di risposta, si è sottoposti a una vulnerabilità nei confronti della malattia psichica e/o somatica.

FOBIA

Timore irrazionale e invincibile per oggetti, animali o specifiche situazioni che, secondo il buon senso, non dovrebbero provocare timore. Tali sono la paura per spazi aperti (agorafobia), per quelli chiusi (claustrofobia), la paura di arrossire (eritrofobia), la paura dello sporco (rupofobia), la paura delle malattie (ipocondria), la paura del sangue (emofobia), la paura dei ragni (aracnofobia), ecc. La fobia si distingue dalla paura perché, a differenza di quest’ultima, non scompare di fronte a una verifica della realtà e, al tempo stesso, va tenuta distinta dal delirio perché il fobico è perfettamente consapevole dell’irrazionalità dei suoi timori che tuttavia non riesce a risolvere

PSICHE

Parola greca che etimologicamente significa soffio che anima e vivifica il corpo. Con la nascita della psicologia scientifica nel XIX secolo il termine “anima” fu abbandonato, perché gravido di implicanze filosofiche, metafisiche e morali, per adottare il termine “psiche”, più neutro e più tecnico

PSICOTERAPIA

Processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a influenzare disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici, per lo più verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione della struttura della personalità.