Ansia e disturbi psico-soma

L’ansia è una delle manifestazioni di malessere psicologico più frequente, è caratterizzata da un senso costante o momentaneo di preoccupazione e paura. Può essere collegata alla difficoltà di affrontare un momento particolarmente difficile o essere dovuta a una situazione generale preoccupante. In realtà, possiamo immaginarcela come L’allarme rosso che il nostro corpo, in maniera del tutto inconscia, attiva per permetterci di porre attenzione nel momento presente che c’è qualcosa che non va.

Può verificarsi in seguito ad un sovraccarico lavorativo; ad una decisione di vita difficile da prendere; a problematiche sentimentali; oppure può arrivare senza nessun apparente motivo! soprattutto nell’ultimo caso, l’ansia sembra pervadere tutti gli ambiti della vita.

Fondamentalmente ciò che si prova durante un picco d’ansia, finanche a un vero e proprio attacco di panico, è una generale e profonda sensazione di pericolo e la preoccupazione di non avere le risorse per affrontarlo. Ci si sente con poca autostima, impotenti, fino ad evitare effettivamente le situazioni che temiamo, compromettendo così la qualità della nostra vita.

Sono diversi i correlati fisiologici dell’ansia:

può essere interessato il tessuto muscolare striato (ovvero i muscoli attaccati alle ossa), la cui contrazione può manifestare gesti come stringere le mani, emettere sospiri, l’iperventilazione. Di conseguenza, si potrebbero lamentare attacchi di panico, dolori al petto, mal di testa, fibromialgia ed altri disturbi muscolo-scheletrici.

Se la tensione si sposta a livello della muscolatura liscia (cioè la muscolatura dei visceri, dei vasi sanguigni, delle vie aeree e della vescica), si presenteranno sintomi quali emicrania, ipertensione, poliuria, costrizione delle vie aeree superiori con manifestazioni pseudo-asmatiche. Si possono ravvedere storie di disturbi quali depressione, panico, abuso di sostanze , disordini della personalità e pregressi di abusi.

La terza via è quella dell’alterazione cognitivo-percettiva (che intuitivamente interessa la via più alta del cervello), dove l’ansia produrrà vista offuscata o a tunnel, perdita dei nessi associativi e stati dissociativi; si aggiungono anche riduzioni croniche dei livelli di concentrazione e memoria. non è improbabile qui riscontrare storie di abusi, frequenti incidenti e paranoie transitorie e lo è ancora meno riscontrare frequenti visite neurologiche che possano spiegare la causa organica dei disturbi (che spesso non c’è).

Ultimo correlato fisiologico è quello della conversione, che si manifesta come debolezza muscolare o paralisi in un qualsiasi muscolo volontario.

Per quanto riguarda la sfera psicologica, l’ansia si può esprimere attraverso pensieri, vissuti e emozioni disturbanti per le eccessive preoccupazioni che sono difficilmente controllabili e portano a sentirsi in situazioni di instabilità e pericolo.

Le diverse forme dell’ansia

L’attacco di panico, questo conosciuto! Ormai entrato nel gergo di senso comune, l’attacco di panico implica dei (relativamente) brevi momenti di grave e intensa attivazione psico-fisica, improvvisa e apparentemente inspiegabile, in cui il pensiero dominante è la paura di morire. molto spesso le persone che ne soffrono si recano almeno una volta in Pronto Soccorso nel timore di avere un infarto in corso.

Nell’ansia generalizzata ci si sente preoccupati e iper-attivati per la maggior parte del tempo e ci si sente i. Si avverte di essere incapaci di rilassarsi e sopraffatti dal’impossibilità di affrontare i problemi della vita.

La fobia è uno specifico comportamento di evitamento sovradimensionato rispetto al pericolo rappresentato dall’oggetto o dalla situazione e la persona ne riconosce l’irragionevolezza. Tra le più diffuse troviamo la paura delle altezze, degli spazi chiusi, dei luoghi pubblici, ma anche la fobia sociale, ovvero la paura di sbagliare e del giudizio altrui.

L’ipocondria è caratterizzata da un’esagerata preoccupazione per la salute, che porta a spendere una gran quantità di tempo, energie e denaro in visite mediche specialistiche del tutto inutili e che comunque non riescono a tranquillizzare del tutto il paziente.

Per affrontare l’ansia è bene intraprendere un percorso di sostegno psicologico; quello elitario con le maggiori evidenze scientifiche è l’orientamento cognitivo-comportamentale. Si rivelano inoltre molto utili le tecniche di rilassamento come training autogeno e mindfulness per arginare i sintomi che impediscono di vivere serenamente. infine, è auspicabile lavorare sulle cause dell’ansia (perchè le cause ci sono sempre!), per evitare ricadute e avviare un vero processo di cambiamento.

Si consiglia infine un accertamento medico, per escludere problematiche ormonali.